chatbot, Logogramma

Chatbot e programmi di riconoscimento vocale

L’uso probabilmente più affascinante della Linguistica computazionale nell’ambito delle nuove economie digitali è orientato alla progettazione di agenti conversazionali per l’interazione con l’essere umano, i cosiddetti chatbot.

Più di sessant’anni fa, Alan Turing affermava: Propongo di considerare la seguente questione: Le macchine sono in grado di pensare?”.

L’idea di un computer capace di dialogare con un umano – un chatbot – cominciò ad avere i primi riscontri pratici nel secondo dopoguerra, quando venne elaborato un test per valutare la capacità di pensiero delle macchine, il cosiddetto Test di Turing. Il test è stato utilizzato per misurare le prestazioni delle macchine create nei decenni successivi – ELIZA, PARRY, A.L.I.C.E., IBM Watson e così via – e consiste nel giudizio di un gruppo di esperti che devono stabilire se stanno parlando con un essere umano o con un computer.

Oggi la creazione dei chatbot fa largo uso di tecniche di Natural Language Processing e Machine Learning (tra cui il Deep Learning, il Reinforcement Learning e l’Interactive Learning) e una crescente attenzione è data alla Sentiment Analysis, ossia l’analisi di emozioni ed opinioni espresse nei testi, per riconoscere la valutazione positiva o negativa degli utenti nei confronti di un dato argomento.

I campi d’impiego di queste tecniche sono molteplici e rispondono a molte delle esigenze di pubblici e privati. 

Uno dei principali settori è quello del Customer Service, in cui molte aziende utilizzano assistenti virtuali attivi 24h/7 per gestire richieste e reclami dei clienti. Nel settore turistico e alberghiero ad esempio, i chatbot sono spesso usati per rispondere a richieste di disponibilità e di informazioni e per effettuare prenotazioni, mentre nei servizi della pubblica amministrazione forniscono assistenza al cittadino per questioni burocratiche. 

Infine, sono oramai sempre più diffusi gli assistenti personali per smartphone (Siri, Ok Google) e per la casa (Alexa), associabili anche ai nuovi sistemi di domotica. 

E ancora, per i dispositivi basati sulla comunicazione parlata, sono necessari meccanismi di riconoscimento vocale inclusi nei programmi di dettatura e di trascrizione automatica, tra i quali spicca Dragon Naturally Speaking di Nuance. 

La gamma di chatbot utilizzati sul mercato è in continua espansione e le tecniche impiegate permettono la progettazione di strumenti capaci di intrattenere conversazioni ogni giorno più simili a quelle naturali. E chissà che un domani, non troppo lontano, non si riesca a creare un chatbot che possa superare il Test di Turing in modo ancor più soddisfacente di quanto è riuscito a fare, per la prima volta, pochi anni fa, il cleverbot Eugene Gootsman.

Seguici su Facebook, Twitter e Linkedin e consulta la nostra pagina Novità per saperne di più sul mondo dell’Intelligenza Artificiale e delle nuove tecnologie.

Richiedi info Vuoi richiedere informazioni sui nostri prodotti? Lascia il tuo indirizzo email e sarai contattato a breve.
Email Il tuo indirizzo non verrà condiviso con nessuna terza parte.