XXV Congresso AItLA - Logogramma

XXV Congresso AItLA: un poster dedicato a CHEMIDAI

Dal 19 al 21 febbraio 2025, nella splendida sede dell’Università di Macerata, si è svolto il XXV 𝗖𝗼𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗟𝗶𝗻𝗴𝘂𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗔𝗽𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 a cui Logogramma ha partecipato con un caso di studio incentrato su CHEMIDAI, il nostro agente conversazionale e operativo, e sul modo con cui gli utenti comunicano con gli assistenti virtuali.

“Non usare semplici parole chiave per rivolgerti a me”: fenomeni di semplificazione (non richiesta) nell’interazione scritta umano-chatbot: questo il titolo del contributo presentato nella sessione Poster.

Martina Di Bratto ha presentato il lavoro che è il risultato di attività di ricerca condotte dal team Logogramma per il progetto supportato dall’Unione Europea – Next Generation EU, (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR, Missione 4, Componente 2, Investimento 1.3, CUP E83C22004640001, nell’ambito della partnership su “Telecomunicazioni del Futuro” PE00000001 – programma RESTART) con la collaborazione di Marta Maffia, ricercatrice all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, nell’ambito del proprio periodo di ricerca in impresa svolto presso la nostra PMI.

Tre giorni interamente dedicati al tema della semplificazione linguistica declinata secondo prospettive divesre e in domini applicativi anche molto distanti tra loro

Tra i tanti contenuti trattati, uno dei temi maggiormente interessanti per noi – in quanto studiosi e professionisti che ogni giorno si occupano di ricerca e sviluppo di soluzioni AI e NLP – è quello legato alla necessità di affidare ad esperti del settore la divulgazione di conoscenze legate alla lingua e alla linguistica, soprattutto in un momento come questo in cui l’hype dell’AI generativa ha fatto sì che l’NLP sia diventatato un argomento di forte interesse anche per il grande pubblico e non solo per gli addetti ai lavori.

L’ampliarsi del dibattito a livello globale, infatti, oltre a stimolare un confronto tra specialisti del settore per offrire una informazione il più possibile misurata e pertinente, ha dato vita ad un proliferare di comunicazioni in cui prevalgono titoli sensazionalistici e finalità di marketing – più che di divulgazione – che non portano benefici al settore in quanto tale e sono, spesso, alla base di una notevole disinformazione, su scala globale, e di ulteriori fraintendimenti sul tema AI.

Ci sembra utile recuperare qui, a distanza di più di 50 anni, il titolo di un volume di Umberto Eco che ci metteva in guardia dall’estremizzazione delle posizioni, di qualsiasi natura queste fossero.

In “Apocalitti e Integrati” (Apocalittici e integrati: comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa, 1964), Eco descrive perfettamente il quadro in cui ci troviamo ancora oggi: accettare o respingere acriticamente un cambiamento non può che portare ad una parziale e sommaria conoscenza del fenomeno. Soltanto uno sguardo critico capace di valutazioni misurate può darci il senso della rivoluzione che stiamo vivendo e favorire un vero avanzamento tecnologico aprendo la strada alla vera innovazione.

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